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21 per XXI. Nuove chiese italiane

Giuseppe Russo, Laura Fagioli (a cura di)

» Leggi l'intervista a Margherita Guccione
"Concorsi CEI, modello per la qualità diffusa"

 
10/07/2013
10/07/2013
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10/07/2013
10/07/2013

10/07/2013
Titolo: “21 per XXI. Nuove chiese italiane”
Autore: Giuseppe Russo, Laura Fagioli (a cura di)
Editore: Casabella (Mondadori)
Numero pagine: 88
Prezzo:
 
10/07/2013
I progetti di nuove chiese che hanno preso parte alla sesta edizione dei concorsi “Progetti Pilota” indetti dalla Conferenza Episcopale Italiana, Servizio Nazionale per l'edilizia di culto, presentati dal 2 maggio al 2 giugno 2013 in una esposizione al MAXXI “Museo delle Arti del XXI secolo”. Come per ogni edizione precedente, sono stati invitati a partecipare gruppi comprendenti architetti, liturgisti, artisti (v. al proposito quanto esposto nel link “Concorsi di Architettura” sotto il menu “Attività” nella pagina web “www.edculto.it”) per tre siti: nel nord, centro e sud Italia; sette i gruppi invitati per ognuna delle tre aree, per un totale di 21 gruppi. Di ciascuno dei progetti partecipanti è illustrato il progetto.
Fondamentale è l'approccio di metodo: il sistema del concorso a varie tappe e vari livelli che consente un vaglio approfondito dei progetti e la partecipazione delle comunità cui i progetti sono destinati.
10/07/2013
Mons. Giuseppe Russo e l'Arch. Laura Fagioli sono rispettivamente Responsabile e Collaboratrice per l'architettura del Servizio Nazionale per l'edilizia di culto.
 
Autori sono parimenti tutti i Progettisti e tutti i loro collaboratori che hanno partecipato ai concorsi e hanno fornito per ciascun progetto i materiali con cui questo è illustrato.
 
10/07/2013
«Siamo ovviamente consapevoli dei rischi connessi alla ricerca di nuove soluzioni formali e compositive e all'adozione di impianti liturgici meno convenzionali. Riteniamo infatti che sia importante che lo sguardo in avanti non debba mai perdere le tracce da cui proviene, quella tradizione nella quale da sempre la Chiesa cammina, cresce e si rinnova. È importante che le nuove proposte liturgiche e celebrative siano ispirate unicamente a creare le condizioni, nella forma dello spazio del rito, per una più viva fruizione del rito stesso. D'altra parte, lo sforzo di immaginare una diversa organizzazione dello spazio liturgico discende dall'intento di far sì che le comunità e ogni singolo fedele vivano al meglio e con frutto la celebrazione. Proprio muovendosi verso questo obiettivo potrebbero finalmente incontrarsi architettura, arte e liturgia. Se, sulla strada della ricerca del nuovo innestato sul vecchio, sapranno dialogare e interagire, ciascuna esprimendo la propria istanza e senza confusioni di ambiti, allora potremo assistere presto a una nuova stagione di chiese, luoghi belli, luoghi autentici di preghiera, luoghi pertinenti per celebrare in modo efficace. Forse però occorre ripartire da una nuova alleanza, che venga presa molto sul serio. Gli artisti e gli architetti si lascino interpellare profondamente dai molteplici significati in gioco, non solo da una generica relazione con il sacro, che il più delle volte porta a edifici e opere eccessivamente semantizzate e poco rispondenti ai significati teologico-liturgici. I Committenti scelgano la strada del confronto, ponendosi in ascolto profondo della tradizione e favorendone con prudenza e libertà lo sviluppo, evitando atteggiamenti di chiusura acritica a ogni nuova proposta. Le comunità dei fedeli siano protagoniste reali dei percorsi progettuali, rappresentando le genuine istanze di fede e di preghiera, mostrandosi però interessate, più che nel recente passato, alla forza evocativo-simbolico-spirituale dell'arte e dell'architettura di qualità.
E ci piacerebbe che anche la critica “colta” abbandonasse i consueti e spesso invecchiati canoni nel valutare l'architettura sacra, deponendo quell'inaccettabile conservatorismo che sbarra la strada a ogni confronto serio con la contemporaneità, almeno nel campo del sacro e della fede».
(Dall'introduzione di Giuseppe Russo, pag. 6)
10/07/2013
L'introduzione, dal titolo “Nuova Alleanza”, puntualizza i cardini dell'iniziativa che consistono nel «metodo del concorso, la sinergia architetto-artista-liturgista, il confronto con la contemporaneità». Il sistema concorsuale richiede capacità di gestire procedure complesse (in particolare questa sesta edizione dei Progetti Pilota, attuata tramite via telematica), ma permette anche un più ampio dialogo tra tutte le parti coinvolte. Il che è stato favorito anche dai diversi incontri compiuti tra committenti, progettisti, artisti, liturgisti. E “lavorare insieme” è in certo senso il tema portante dell'iniziativa. Sullo sfondo di una situazione in cui vi sono certamente moltissimi architetti e artisti desiderosi di prestare la loro opera per la Chiesa, la procedura concorsuale permette di selezionare coloro i quali sono meglio qualificati e più capaci di offrire proposte significative. Perché l'arte, come l'architettura, non è «semplicemente una professione, è ispirazione, genialità, qualità formale» come scrive Russo. E l'azione del committente richiede impegno per testimoniare anche attraverso l'architettura delle chiese, così da non ricadere nell'atteggiamento infecondo di chi è volto più a «conservare il passato che a trasmetterlo arricchito» al mondo contemporaneo e alla città futura. L'esperienza dei recenti concorsi dei Progetti Pilota ha portato a compiere un importante cammino di maturazione nel dialogo tra Chiesa e mondo delle arti e del progetto: se l'obiettivo non si può dire pienamente raggiunto, sono stati compiuti passi significativi e «risultati importanti sono stati ottenuti, come dimostrano alcuni esiti degli ultimi concorsi».

Nel volume è pubblicato un ampio estratto dei bandi di concorso che hanno regolato le procedure (tali bandi sono scaricabili in toto dal sito www.edculto.it). Di questi si rileva in particolare l'importanza dell'esame dei progetti presentati in forma anonima in diverse fasi che permettono anzitutto di garantire la correttezza formale delle procedure e l'aderenza dei progetti alle richieste. Vi sono due livelli di giudizio, una volta espletate le procedure formali; la Giuria di primo livello, di carattere nazionale individua, nella rosa dei sette concorrenti di ciascun concorso, le tre proposte di maggior valore qualitativo; la Giuria di secondo livello, composta in prevalenza da esponenti della Committenza diocesana, sceglie quali progetti premiare. In questo modo si garantisce la qualità dei progetti e la loro corrispondenza con le aspettative della Comunità cui sono destinate le nuove chiese che saranno costruite.

Questa tornata dei Progetti Pilota ha interessato le diocesi di Ferrara-Comacchio per il nord Italia, Tempio-Ampurias per il centro, Cassano all'Jonio per il sud.

La presentazione dei progetti è preceduta dalla cronologia seguita dall'iter concorsuale, cominciato nel luglio 2010 con la comunicazione inviata dalla Cei alle diocesi italiane invitandole a segnalare il loro eventuale interesse a prendere parte all'iniziativa, sino all'11 novembre 2012 quando sono stati comunicati ufficialmente i risultati. Le diverse tappe elencate danno conto dell'accuratezza delle procedure. La scelta delle diocesi è stata compiuta dal Collegio dei presidenti delle Conferenze Episcopali regionali riunitosi durante la sessione del Consiglio Episcopale Permanente del 28-31 marzo 2011. Il 15 settembre si è svolto presso la Cei a Roma un seminario per i committenti. Il 24 novembre 2011 sono stati invitati i ventuno progettisti capigruppo e tutti hanno accettato l'invito. Il mese successivo si sono svolti i sopralluoghi collettivi dei siti designati, che hanno funto anche da seminari per mettere a fuoco le tematiche fondamentali del progetto della chiesa. Entro il 1 marzo 2012 sono state inviate le risposte ai quesiti posti dai progettisti. I progetti sono stati consegnati tra il 9 e il 16 luglio 2012 e subito vagliati dalla Commissione istruttoria. In settembre si sono svolti i lavori delle Giurie di primo e secondo livello.La parte preponderante del volume è dedicata a illustrare i tutti i progetti partecipanti, per ogni sito cominciando dai vincitori, seguiti dai secondi e terzi classificati o segnalati e via via gli altri.Nel caso della parrocchia di S. Giacomo Apostolo in Ferrara (Diocesi di Ferrara Comacchio) il lotto disponibile ha una forma a “L” non lontano dal fiume e bordato da filari di alberi. 

Primo classificato
è risultato il progetto di Benedetta Tagliabue (Miralles Tagliabue EMBT), architetto italiano che vive e opera a Barcellona (Spagna), con Joan Callis capoprogetto, Gabriele Rotelli, Katrina Varian, Valentina Noris team di progetto. Liturgista don Vincenzo Gatti, artista Enzo Cucchi.Il progetto si caratterizza per la grande copertura variamente ondulata disposta a raggiera attorno al fulcro sopra l'altare: una soluzione che accoglie camminamenti da diverse direzioni e permette un'agile articolazione degli ambienti del centro parrocchiale.
C'è un che di “barocco contemporaneo” in questo approccio progettuale, simile a quello seguito dagli stessi Autori nella copertura del mercato di Santa Catalina a Barcellona.Nella valutazione della giuria si nota tra l'altro: “L'impianto liturgico potrà essere oggetto di approfondimento, per esaltare maggiormente il dinamismo celebrativo”.L'aula liturgica è sovrastata da due grandi travi disposte a croce che incardinano con forza il senso della direzionalità. Accanto alla chiesa, la cappella eucaristica. 

Secondo classificato è risultato il progetto di BRAU (Battistelli Roccheggiani Architetti). Progettisti, Sergio Roccheggiani e Marco Battistelli. Liturgista, don Francesco Pierpaoli; artisti Luca Pignatelli, Ercole Pignatelli, Giovanni Manfredini.Un'architettura molto razionale e semplice, in cui l'eloquenza dell'aula liturgica è lasciata tutta ai tagli luce e alle schermature. Nella valutazione della giuria si nota tra l'altro: “L'impianto liturgico presenta elementi di problematicità che andrebbero affrontati e risolti”. 

Terzo classificato il progetto di Andrea Sciascia. Progettisti, Andrea Sciascia e Ilenia Grassedonio, liturgistaMaria Concetta Militello, artista Michele Canzoneri. Il progetto risulta “orientato” con la vetrata retrostante l'altare che guarda verso est. Il volume della chiesa è caratterizzato da un cospicuo sporto della copertura sul lato sudovest.Nella valutazione espressa dalla giuria tra l'altro si nota “Sarebbe necessario verificare gli aspetti manutentivi, specie in riferimento alla pavimentazione in laterizio”.

Pubblicati anche i progetti di:
 
Factory Architettura (progettisti Milena Farina, Mariella Annese, liturgista P. Silvano Maggiani o.s.m., artista Giovanna De Sanctis Ricciardone), dove nel profilo esterno traspare una certa tendenza decostruttivista che si ricompone nell'ordinata organizzazione dell'aula celebrativa.

Cherubino Gambardella (progettisti Cherubino Gambardella, Simona Ottieri, Alfonso Mattia Berritto, liturgista Don Giuseppe Ruggiero, artisti Battista Marello, Sergio Fermariello, Tommaso Ottieri), caratterizzato da due lunghi porticati di accesso le cui colonne determinano un ritmo di partiture verticali che si riprende nelle pareti della chiesa.

Tino Grisi (progettista Tino Grisi, liturgista Prof. Albert Gerhards, artisti Andreas Horlitz, Flavio Senoner, Patrizia Giambi, Bruno Benuzzi, Francesco Paolo Quaranta), dal segno molto marcato anche grazie alla presenza di un rosone e di una torre campanaria dotata anche di orologio, con aula liturgica molto strutturata, sorprendente tra l'altro per il taglio obliquo delle coperture.

Paolo Mauro Sudano (Progettista Paolo Mauro Sudano liturgista Don Paolo Tomatis, artisti Giovanni Battista Busso ed Elio Garis), che si rifà alla tipologia monastica definendo un sagrato raccolto e accogliente, e un interno luminoso e di chiara impostazione.
Nel caso della parrocchia di S. Ignazio da Laconi in Olbia (OT) (Diocesi di Tempio Ampurias) il lotto disponibile è di forma rettangolare con un lato irregolare verso la strada; attorno vi sono campi brulli e, oltre la strada, l'abitato.

Primo classificato è risultato il progetto di Francesca Leto. Progettisti, Francesca Leto, Michele Battistella, Daniele Bertoldo, liturgista Don Gaetano Comiati, artisti Mauro Zocchetta, Alberto Secchi, Sara Maragotto e Caterina Gabelli.Come nota la motivazione della Giuria, si tratta di architettura “... non ridondante, contemporanea e insieme accessibile e comprensibile. Interpretazione suggestiva di una forma semplice ed elegante...”. Il volume della chiesa si staglia con contorni nitidi che assumono significato grazie al vicino campanile.
Poiché l'edificio è orientato (abside a est), l'accesso al lotto, che avviene dal lato sudest, è stato valorizzato con un sagrato oblungo che continua in un ampio esonartece snodato a gomito che dà adito al battistero a sinistra e alla chiesa dall'altro lato, così definendo un importante percorso di ingresso demarcato da significative soglie.L'esonartece si apre in un portale strombato che evidenzia il senso dell'accoglienza, al culmine di un percorso in leggera ascesa. La vista da est-nordest mostra la relazione tra il campanile, posto prossimo all'ingresso al centro parrocchiale e il volume della chiesa, nella parte di fondo tagliato da una vetrata a nastro che sembra staccare la zona dell'altare dall'aula. I tanti fori sulla parete di fondo certamente offriranno all'aurora un effetto luminoso suggestivo. La significatività del luogo è rimarcata dalle pitture murali. A proposito del progetto artistico, la Giuria annota che esso “di indiscussa qualità, rischia di sovraccaricare iconograficamente lo spazio…”.

Secondo classificato, il progetto di Remo Dorigati (ODA Associati). Progettisti Remo Dorigati, Paolo Oreste Menudo, Anna Brizzi, Massimo Luca Leonida Bossaglia, Sandro Enrico Beltrami, Andrea Vaccari, Chiara Dorigati, Francesco Fuoco, Gianmario Rovida. Liturgista Mons. Giuseppe Busani, artista Alberto Ghinzani.Nella sua valutazione, la Giuria rimarca che il progetto “presenta interessanti richiami alla storia locale”, ma nota tra l'altro che il suo impatto visuale lo separa dal contesto “attenuandone le qualità di elemento aggregatore”. La chiesa si raccoglie in un volume dal perimetro poliedrico irregolare che in pianta presenta un articolato percorso di ingresso con andamento “a chiocciola” (lungo il quale si allineano un endonartece, la sacrestia, il battistero la cappella feriale e la cappella della riconciliazione) che permette l'apertura verso la strada mentre l'asse della chiesa è orientato con la parte absidale a est.Il volume scolpito da tagli irregolari permette di dar luogo all'interno a uno spazio molto articolato, con la luce spiovente dall'alto.

Terzo classificato il progetto di Guendalina Salimei (Tstudio). Progettisti Guandalina Salimei e Roberto Grio, liturgista P. Silvano Maggiani o.s.m., artisti Pinuccio Sciola, Oliviero Rainaldi, Davide Orlandi Dormino, Alessandra De Bernardis, Sr. M. Agar Loche, Lucia Ghiotto, Silvio Tironi.In questo progetto l'ingresso alla chiesa è stato posto prossimo all'entrata nel centro parrocchiale. Il suo volume occupa la parte centrale del lotto, due lati del quale sono definiti dai locali per i servizi parrocchiali.I profili ad anse e rigonfiamenti irregolari, e la copertura che sale restringendosi e culminando con la croce nella zona sopra l'altare si inseriscono molto bene nella tipologia edilizia tradizionale dell'isola. Nota la giuria: “si relaziona positivamente con il contesto per la riconoscibilità della forma...”. Nella parte posteriore la chiesa presenta una grande croce intagliata nella parete a indicare la presenza dell'altare.Il progetto riecheggia la complessità di certe opere di Michelucci, anche nella scelta dei materiali utilizzati.
10/07/2013
Pubblicati anche i progetti di:

Michele Anderle (progettisti Michele Andrele e Nino Zorzi, liturgista Mons. Tiziano Ghirelli, artisti Paul Moroder e Don Gino Prandina), dal disegno nitido e raccolto che riassume in un'unica continuità edificata sia la chiesa, sia gli ambienti delle opere parrocchiali, ricorrendo a una struttura tipo ciborio per valorizzare lo spazio dell'altare nella chiesa.

Loredana Ficarelli (progettisti Loredana Ficarelli e Vitangelo Ardito, liturgista Mons.Massimiliano Matteo Boiardi, artisti Domenico Pinto ed Elena Clapis), che ricorre a un approccio razionale e monumentale per un edificio disposto trasversalmente nel lotto che presenta in continuità lineare la chiesa e la cappella feriale, affiancato da un altro edificio porticato per le opere parrocchiali.

Mauro Mariani (progettisti Mauro Mariani e Luigi Snozzi, liturgista Don Roberto Tagliaferri, artista Alvaro Siza Vieira) si impronta su un unico volume che racchiude tutte le funzioni tranne la casa del parroco: aule, salone e battistero affiancano l'aula ecclesiastica dando luogo a un edificio che si dilata in altezza nella parte mediana, con copertura praticabile.

5+1AA - Alfonso Femia, Gianluca Peluffo (progettisti Alfonso Femia, Gianluca Peluffo, Nunzio Camerada, liturgista Mons. Francesco Isetti, artista Danilo Trogu). Qui si ricorre a un richiamo alle architetture primitive dei tolos per la chiesa a pianta centrale con copertura che culmina in un canale di luce-campanile, affiancata a un edificio lineare per le opere parrocchiali. Nel caso della parrocchia di S. Maria Goretti in Mormanno (CS) (Diocesi di Cassano All'Jonio) il lotto disponibile si dilunga a mezza costa sulla collina. 
 
Primo classificato è il progetto presentato da Mario Cucinella (MCA). Progettisti Mario Cucinella con Luca Sandri, Alberto Casarotto, Alberto Bruno. Liturgista Don Amilcare Zuffi, artista Giuseppe Maraniello. Nelle parole della Giuria, “La chiesa, scultura abitata, è faro, punto di riferimento e di attrazione. La massa dell'edificio acquista leggerezza nell'elegante elemento di coronamento. Similmente lo spazio interno è sublimato e come dinamicamente proiettato verso l'alto dalla presenza del velario.”La forma decisamente inconsueta non presenta una facciata prevalente e si rivolge tutto attorno con eguale plasticità, per quanto le fenditure che segnano l'entrata divengano figura della croce e forse la scultura metallica che si avviluppa sulla copertura potrebbe alludere alla corona di spine
La pianta centrale permette all'assemblea di raccogliersi attorno all'altare mentre la luce spiove centralmente, in ciò nobilitando l'assemblea.Il tutto ha il pregio di essere ben leggibile e raccolto mentre le anse del perimetro offrono l'occasione per individuare i luoghi liturgici senza separarli dall'insieme. La Giuria osserva che: “arte e liturgia dovranno essere temi di approfondimento e di dialogo tra progettista, artista, liturgista e committenza…” 
 
Secondo classificato il progetto di Cossu Toni Architetti (CTONIA). Progettisti Cristiano Cossu, Ada Toni, Andrea Cavicchioli, Raffaele Parlangeli, Andrea Ricci, liturgista Don Antonio Umberto Accogli, artista Nicola Biondani.Ritenuto dalla Giuria “rigoroso e 'concluso', fortemente riconoscibile, con rimandi iconografici e simbolici”, il progetto prevede una parte bassa contraddistinta da pareti esterne in pietra sui cui si eleva il volume intonacato bianco della chiesa la cui pianta è a croce. Molto importante il campanile dotato di scala a chiocciola a vista.
Negli incavi aperti agli spigoli del volume a croce, sono collocati un 'hostrus conclusus', una 'corte di S. Maria Goretti', un 'giardino dell'Eden' a sottolineare un rapporto diretto con la natura peraltro ben presente anche nelle fronde dei vicini alberi. All'interno la chiesa è controsoffittata a volta e il sistema di lucernai è studiato per evidenziare la gerarchia dei luoghi liturgici. Gli spigoli interni del volume a croce sono 'scavati' facilitando così il contatto visivo tra i settori dell'assemblea nei tre bracci della croce, il quarto essendo riservato alla pedana dell'altare.. Nella valutazione della Giuria si dice tra l'altro: “L'impianto liturgico necessiterebbe di un intervento migliorativo, non agevole, vista la rigidità della soluzione in pianta…”.

Progetto segnalato, Zaira Dato. Progettisti, Zaira Dato e Francesco Finocchiaro, liturgista Don Domenico Messina, artisti Salvo Russo, Dino Cunsolo, Rossella Leone.
Nella motivazione della Giuria si nota che il progetto “interpreta coraggiosamente la tipologia della chiesa a due falde” e che speciale attenzione è data “alle fonti energetiche naturali”. Le due pendenze della copertura diventano in questo progetto un segno di valore centrale perché trovano una continuazione anche nella facciata absidale tagliata dalla croce e nella facciata principale a protezione dell'ingresso.
Il volume in cemento a vista sembra poggiato sul terrazzamento e proteso verso l'alto: l'altezza interna del volume cresce avanzando verso l'altare mentre allo stesso tempo la dimensione orizzontale si restringe, il che si traduce in un cospicuo effetto dinamico. La Giuria annota che: “Il progetto appare caratterizzato da volumi poco raccordati e percorsi molto articolati…”. 

Pubblicati anche i progetti di:

Francesco Garofalo (Garofalo Miura Architetti - progettista Francesco Garofalo, liturgista Don Luca Perri, artista Silvia Codignola), dove il tema del volume con copertura a due pendenti è trattato come tema portante e reiterano in tutti i volumi del complesso, tra i quali quello della chiesa emerge per altezza, distinzione materica e una serie di trafori (tra i quali la croce) che lo alleggeriscono.

Ruggero Lenci (progettista Ruggero Lenci, liturgista Don Roberto Tagliaferri, artisti Nino Santoro, Giovanna Martinelli con Ernesto Tross) che ha seguito la logica del tetto verde praticabile e del sagrato a chiostro, chiuso su tre lati dai volumi del complesso parrocchiale. La chiesa si protende verso valle affiancata da un campanile che disegna il braccio verticale di una croce. 

Carlo Quintelli (progettista Carlo Quintelli, liturgista Don Guido Pasini, artisti Davide Rivalta, Paolo Sacchi, Gianna Zanafredi). Qui il progetto di basa su una pianta ellittica che dà luogo per sovrapposizioni successive a una cupola (sotto la quale sta la cappella feriale) sormontata da una cuspide crocifera: l'architettura è intesa quale manifestazione di simboli ben radicati e si sviluppa in altezza sfruttando il dislivello del terreno che consente accessi a diverse quote. 

Laura Rocca (Roccatelier Associati – progettisti Laura Rocca, Beniamino Rocca, Stefano Rocca, liturgista Mons. Claudio Antonio Fontana, artisti Luigi Leoni e Chiara Rovati). Qui la scelta è ricaduta su un disegno organico sviluppato in lunghezza e secondo un profilo ondulato che origina dalla chiesa, segnata da un campanile che sale con viluppo che sale a elica accanto all'entrata che dà accesso a un'aula disposta a 'ventaglio”.
10/07/2013
La presentazione di tutti i progetti fornisce l'occasione di esercitarsi nel confronto e dimostra la varietà di soluzioni praticabili per ogni contesto dato. Questo semplice fatto aiuta il dialogo sollecitando la critica comparativa dei diversi approcci, trattandosi in ogni caso di soluzioni proposte da professionisti seri e qualificati, poiché ai concorsi dei Progetti Pilota partecipano solo autori selezionati e invitati. Risalta il fatto che le giurie di secondo livello, ovvero quelle formate dal Committente diocesano, abbiano premiato in prevalenza i progetti più dotati di estro espressivo.
Il confronto sarebbe facilitato se vi fosse maggiore omogeneità nelle presentazioni degli elaborati (piante, sezioni e altri disegni potrebbero essere in numero e dimensioni comparabili). Non solo, sarebbe ulteriormente facilitato se a tutti fosse riservato eguale numero di pagine, anche se si comprende facilmente la scelta di aver assegnato ai primi classificati uno spazio maggiore. Data l'importanza della relazione tra progetto e luogo, sarebbe ovviamente interessante poter osservare ancora meglio i siti cui i progetti sono destinati, tramite una più ampia documentazione fotografica degli stessi. Tuttavia, è possibile approfondire lo studio delle aree di progettazione e di tutte le proposte progettuali  nella citata sezione ‘Concorsi di Architettura’ della pagina www.edculto.it. La grafica del volume ha il ‘limite’ di riprodurre quanto presentato dai progettisti, riprendendo alcuni elaborati in dimensioni maggiori o minori in funzione degli spazi disponibili: si tratta di un supplemento di una rivista di architettura, non di un libro, e presenta caratteristiche tipiche di una pubblicazione di attualità.
La pubblicazione non dispone di un apparato critico,in quanto ha la finalitàdi documentare il materiale del concorso e gli esiti conclusivi. Tuttavia, le valutazioni espresse dalle Giurie, che sono necessariamente sintetiche e non esaustive, contribuiscono a orientare il giudizio mettendo in risalto pregi e limiti dei diversi progetti: costituiscono quindi un orientamento per la lettura degli elaborati grafici e offrono al lettore l'opportunità di formulare la propria opinione.
La cultura architettonica si forma soprattutto osservando i progetti, e volumi come questi che raccolgono gli esiti dei concorsi più importanti per le nuove chiese che si svolgono in Italia, e forse nel mondo, consentono di osservare come pensano e creano i progettisti quando si trovano di fronte a un tema tanto impegnativo quale quello della chiesa. Non solo, permettono anche alle tante elaborazioni che non saranno realizzate, di essere conosciute a testimonianza delle diverse sensibilità e culture che le hanno generate.
Soprattutto, la parte introduttiva consente di familiarizzarsi col sistema utilizzato per bandire e portare avanti i concorsi: i Progetti Pilota sono giunti a una condizione di piena maturità, con la partecipazione di elementi qualificati a livello nazionale nelle giurie e la parola ultima nella scelta lasciata agli esponenti del committente diretto, a livello diocesano.
Un volume che dovrebbe essere studiato con attenzione da chiunque desideri affrontare il difficile compito di realizzare una chiesa nuova.
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